Da sei anni non seguivo una nidificazione di
albanella minore nel pordenonese. Negli anni novanta del secolo scorso, nel cordenonese, gravitavano
e si riproduceva una dozzina di coppie, tra il Vinchiaruzzo e i Magredi del
Cellina/Meduna. Sono scomparse gradualmente, anno dopo anno. La coppia fermatasi
nel moto migratorio, quest’anno si è riprodotta in un incolto intorno ai magredi di Cordenons. I rovi (Rubus fruticosus) erano i dominatori del
luogo e forse per questo i due pulcini sono riusciti a crescere, perché protetti dalle spine,
problematiche all'astuzia della volpe e alla perspicacia della faina. La segnalazione è partita da una osservazione del fotografo
naturalista Sergio Vaccher, mentre l’ornitologo Renato Castellani ha trovato il
nido. Io mi sono recato sul posto un paio di volte, per accertarmi dell'andamento riproduttivo. Purtroppo, oltre che dalle attività antropiche e
dai predatori, il rapace sembrerebbe minacciato da una sorta d’infezione. C’è
il sospetto che la sua rarefazione sia dovuta anche ad un battere, trasmesso
dai genitori ai pulcini. Non avevo mai trovato una covata di albanelle minori
tra i rovi. In oltre venti anni di monitoraggio, successivamente ai luoghi
naturali, da noi le praterie umide del Vinchiaruzzo, oggi pressoché estinte,
avevo trovato nidi di albanella nei canneti, nelle colture di orzo, tra erbe
varie cresciute dentro le discariche d’inerti, anche sopra a calcinacci o a trucioli di ferro; nei medicai; negli incolti all’interno degli svincoli stradali
(Cimpello-Sequals). Speriamo che quello di quest’anno sia un segnale di
ripresa, che il volo leggiadro delle albanelle torni sulle praterie dei
magredi.
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| Le giovani albanelle minori del 2020 (Foto di Sergio Vaccher) |
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| Nidiata di Albanelle minori in coltura ad orzo . Primi anni novanta del secolo scorso. |
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