I
fatti atmosferici che nei primi giorni di novembre hanno interessato anche le nostre
montagne, hanno lasciato una cicatrice preoccupante. Ho visto altre volte
l’effetto dell’acqua che il fondo di ogni valle della Val Cellina
convoglia verso Barcis, ma mai come questa volta ho visto i devastanti effetti
del vento. È come se a un umano gli fosse stato portato via un pezzo di
polmone. Temo che la riduzione del polmone verde di questa nostra parte di pianeta aggraverà una dispnea che già avvertiamo. Ho
sentito un tecnico forestale e mi ha detto che, nei prossimi giorni, in un
incontro con l’Assessore Regionale competente per le foreste, discuteranno su
come rimuovere il numero più grande possibile di alberi schiantati, ricettacolo
di parassiti e potenziali terreni di sviluppo e diffusione di malattie forestali. Gli ho fatto alcune domande su argomenti che mi
stanno a cuore, sui quali bisognerà attivarsi: visti i demolitivi fatti atmosferici recenti ci sarà, da parte della politica
regionale friulana una considerazione maggiore per l’”entità albero” e per il
suo effetto benefico? Ci saranno delle politiche a favore di nuove piantumazione? Avremo, oltre che per la montagna, anche una maggiore difesa
di boschetti e siepi di pianura? Ci sarà, vista la sofferenza in corso, anche un allentamento dell’eliminazione arborea
da parte di un’agricoltura tanto invasiva ?
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| Uno schianto di una fascia di faggi. Il soffio devastante era ben delimitato, guardate il tronco secco rimasto in piedi. |

