Mentre camminavo sulla prateria del
Biotopo dei magredi di S. Quirino, la mia attenzione è stata attirata da un
groviglio aereo di cornacchie e gazze. Tutta la loro enfasi era concentrata su
qualcosa che si trovava tra sassi ed erbe. Ho immaginato cosa stava accadendo:
qualcuno doveva aver compiuto una predazione. I corvidi, quando si tratta di
banchettare, sono degli abili e chiassosi opportunisti. Mi sono avvicinato e
una lepre adulta stava per essere mangiucchiata. Una gran bella predazione e abbuffata
per molti animali. Le dimensioni, Il modo in cui era stata aperta e,
soprattutto, i fiocchi di pelo dispersi intorno, testimoniavano che a
compiere la tipica predazione era stata l’aquila reale, regolare abitante dei
magredi del Cellina/Meduna.
giovedì 24 maggio 2018
lunedì 21 maggio 2018
La gioia dei fiori, la tristezza delle farfalle
Oggi ho vissuto un incanto di colori e
di ricordi, ma anche uno sconforto. Il mio vicinante, agricoltore di
professione, da anni lascia il campo che ho dietro casa a prato. Una stagione
dietro l’altra, il posto s'è arricchito di erbe, di colori, di fiori. In
questi giorni è un tripudio di tinte. Si tratta, perlopiù, di fiori che non conosco. Ne so qualcosa solo di quelli più noti. Gli “ordinari”, quelli meno appariscenti, preziosi perché sostengono una sostanziosa ecologia, mi sono alquanto sconosciuti (poca memoria). È
riemerso in me un ricordo di bambino, quando rincorrevo le farfalle per collezionarle: ce n’erano così tante! Oggi le rincorro per fotografarle ma... osservarle nei prati della campagna è sempre più raro. L’agricoltura
intensiva, con gli antiparassitari, le ha eliminate quasi tutte.
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| Un prato e due splendide farfalle della famiglia dei Licenidi |
domenica 13 maggio 2018
Una pungente bellezza
Questo insetto dei reduvidi, con il
quale mi sono imbattuto oggi nella prateria di “Bioforest”, nel Vinchiaruzzo di
Cordenons, noto come “cimice assassina”, mi ha ricordato il suo modo inquietante di predare e di alimentarsi. Tra le erbe fiorite attende una vespa, un’ape, una
farfalla... Quando una le arriva a tiro, la aggancia con le zampe anteriori, l'infilza con un rostro che tiene ripiegato sotto la testa e inietta dentro di esse una tossina. Se involontariamente ci troviamo a toccare malamente uno di questi artropodi, anche noi possiamo venire infilzati dal suo stiletto, che ci procurerà dolore più di una vespa, per almeno un paio d'ore. Ho il ricordo di una signora presentatasi al pronto
soccorso, dove lavoravo, con dentro ad un vasetto una "cimice assassina". La donna era
stata punta a un braccio e aveva un gran bel bozzo, oltre al dolore. Oggi, dopo
un paio di posture minacciose, di fronte a me l’insetto si è lasciato cadere tra le erbe. L’ho ringraziato per la disponibilità a lasciarsi fotografare e mi
son ripetuto che le mani nell’erba vanno messe con prudenza (cosa che non
faccio mai).
giovedì 10 maggio 2018
Il dono del picchio
A volte capita che tra gli uomini il
lavoro di uno faciliti quello di un altro. Anche
tra gli animali può andare così. Infatti, all’interno delle cavità che il
grande picchio nero scava negli alberi del Vinchiaruzzo di Cordenons, per
rifugiarsi nelle notti invernali, in primavera si riproduce la colombella (Columba aenas). Questa è una buona
notizia, non essendo nota, almeno negli ultimi decenni, la nidificazione di
questa specie di colombo selvatico nell'intero triveneto.
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| La cavità con le uova vicino ad un luogo frequentato spesso dall'uomo |
venerdì 4 maggio 2018
Il valore di una rosa
Che gioia
la Rosa canina. Il fiore selvatico è splendidamente fiorito nell’angolo magredile del mio cortile.
È l’antenata delle rose coltivate; ha la stessa posizione naturale che ha il
lupo rispetto ai suoi discendenti domestici. Ama le aree aperte e i margini dei
boschi. Contribuisce all’ecologia degli ambienti in cui si sviluppa, donandosi tutta: fiori, foglie, bacche e semi. Al di là della bellezza, l’uomo
trovava e trova ancora sostentamento con essa nei suoi copiosi e falsi frutti, i famosi “stropacui”, saporiti da maturi, ricchi di vitamina C, perfetti per fare
confetture e bibite dissetanti. In inverno, le bacche della pianta, d’un bel rosso rubino, donano all’ambiente una nota di colore incantevole . Pur essendo difesa da un’efficace
apparato spinoso, le sue “braccia” hanno giorni di vita limitati,
perché facilmente aggredita, soprattutto dalle larve di
diversi insetti; ma che importa, se sfoglia da una parte, la rosa canina ricaccia presto da un’altra.
giovedì 3 maggio 2018
Brutto, ma incantevole
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| Foto di Bercam Bruno scattata sul prato dell'aviosuperfice della Comina (PN) il primo di maggio |
Già da
diversi anni, in questo periodo e in autunno, qua e là per il FVG, uccelli
dall’aspetto “funereo” sono osservati a terra o su qualche supporto. Vi sto
parlando dell’ibis eremita, Geronticus eremita. E’
una specie iscritta alla lista rossa IUCN (International Union for Consevation
of Nature). Un tempo il pennuto era comune in numerosi ambienti rupestri
europei, Italia compresa. Si è estinto soprattutto perché annientato dall’uomo,
a causa del suo aspetto. I soggetti con cui ci s’imbatte appartengono al
progetto Walldrapp dell’Istituto austriaco Konrad Lorenz, che prevede il
re-inserimento della specie lungo una rotta migratoria da Burghausen (Baviera)
alla riserva naturale del WWF di Orbetello, Grosseto (Toscana). Sono allevati e
seguiti da uno staff di studiosi, con il supporto di un parapendio a motore per
quanto riguarda lo spostamento migratorio. Gli uccelli sono buoni e
affascinanti e particolarmente confidenti. Potete osservarne alcuni riproduttivi
anche "all’Oasi dei Quadris" di Fagagna (UD).
martedì 1 maggio 2018
Guardate il cielo!
Nei prossimi giorni passeranno migliaia
di falchi pecchiaioli (Pernis apivorus). Voleranno uno dietro l’altro o in stormi di decine, alti o bassi, a seconda del
meteo. Tutti saranno impegnati a tenere la rotta est. Diversi metteranno su casa
anche da noi, almeno dove l’ambiente potrà garantirgli il cibo prediletto, cioè
i favi di imenotteri, gonfi di larve. Sono grandi come una poiana ma, perlopiù,
ci sfuggono, perché abbiamo perso l’abitudine di osservare il cielo, le nuvole
e il vento che le muove. Ridestatevi, guardate sopra di voi, guardate il cielo!
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