domenica 13 maggio 2018

Una pungente bellezza

Questo insetto dei reduvidi, con il quale mi sono imbattuto oggi nella prateria di “Bioforest”, nel Vinchiaruzzo di Cordenons, noto come “cimice assassina”, mi ha ricordato il suo modo inquietante di predare e di alimentarsi. Tra le erbe fiorite attende una vespa, un’ape, una farfalla... Quando una le arriva a tiro, la aggancia con le zampe anteriori, l'infilza con un rostro che tiene ripiegato sotto la testa e inietta dentro di esse una tossina. Se involontariamente ci troviamo a toccare malamente uno di questi artropodi, anche noi possiamo venire infilzati dal suo stiletto, che ci procurerà dolore più di una vespa, per almeno un paio d'ore. Ho il ricordo di una signora presentatasi al pronto soccorso, dove lavoravo, con dentro ad un vasetto una "cimice assassina". La donna era stata punta a un braccio e aveva un gran bel bozzo, oltre al dolore. Oggi, dopo un paio di posture minacciose, di fronte a me l’insetto si è lasciato cadere tra le erbe. L’ho ringraziato per la disponibilità a lasciarsi fotografare e mi son ripetuto che le mani nell’erba vanno messe con prudenza (cosa che non faccio mai). 





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